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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Penisola arabica
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La mwdapenisola arabica, mwdqpenisola araba o mwdgArabia (mwdwin arabo جزيرة العرب‎?, Jazīrat al-ʿArab, ossia "Penisola (o Isola) degli Arabi") è un vasto mweasub-continente trapezoidale che a nord confina con il mweqdeserto siriano, a ovest con il mwegmar Rosso, a sud con l'mwewoceano Indiano e a est con il mwfagolfo Persico: gli arabi e la terra che essi abitano prendono nome dal mwfqWadi Araba, che segnava il confine tra essi e le civiltà del mwfgVicino Oriente, e venivano perciò così chiamati dai vicini popoli civilizzati.

Dal punto di vista mwgageologico è un mwgqsubcontinente, distaccatosi dalla mwggplacca africana per effetto delle attività vulcaniche ancora presenti nell'area dell'antistante mwgwDancalia e osservabili nelle estese formazioni basaltiche (dette mwhaḥarra) circostanti l'area urbana di mwhqMedina. Massima elevazione dell'intera penisola è il mwhgJabal an Nabi Shu'ayb, alto 3.760mwhw m mwias.l.m., situato nello Yemen settentrionale. Caratterizzata da vasti e inospitali mwiqdeserti e da una ancor più grande estensione di terre mwigsteppose, la penisola arabica conosce un regime di mwiwpiogge assai limitato, tale da far classificare l'intera area come arida o semi-arida.

Contents

Storia
Lingue
Note

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Geografia politica

Appartengono alla penisola araba i seguenti sette Stati:

| Stato | Capitale | Superficie (Km 2 ) | Popolazione |
|---|---|---|---|
| Arabia Saudita | Riad | 2 149 690 | 33 413 600 |
| Kuwait | Madinat al-Kuwait | 17 818 | 4 348 395 |
| Bahrein | Manama | 750 | 1 261 835 |
| Emirati Arabi Uniti | Abu Dhabi | 82 880 | 9 346 000 |
| Qatar | Doha | 11 000 | 1 758 793 |
| Oman | Mascate | 309 501 | 3 632 444 |
| Yemen | Ṣanʿāʾ | 527 970 | 24 052 514 |

Storia

Storia antica

Sede storica probabile della cultura araba, già nel mwlqII millennio a.C. (seguendo la più probabile cronologia alta) la Penisola araba ha espresso una raffinatissima "civiltà idraulica" con i mwlgSabei (una traccia dei quali affiora nel racconto biblico della mwlwRegina di Saba), con gli abitanti del mwmaHadramawt, del mwmqQatabān, di mwmgAwsān e con i mwmwMinei, prima che nell'mwnaArabia meridionale si affermasse il Regno neo-sabeo di mwnqHimyar. Tutti specializzati nei traffici che coinvolgevano categorie merceologiche locali d'interesse alimentare, cosmetico, farmacologico e, più di tutte, liturgico-devozionale. Queste ultime vanno sotto il generico nome di "mwngincenso" ed erano fin dall'antichità assai ricercate per la celebrazione dei riti religiosi in area mediterranea e in quella mwnwmesopotamica e mwoairanica.

Gli mwogHimyariti (i romani mwowHomerites) che precedettero l'mwpaIslam - sorto alla mwpqMecca ma sviluppatosi politicamente e ideologicamente assai più a mwpgMedina - si piegarono politicamente e religiosamente ad esso nel corso del VII secolo d.C., epoca in cui il secondo mwpwcaliffo dell'Islàm, mwqaʿUmar ibn al-Khaṭṭāb decretò non dovesse essere più concessa stabile residenza ai non musulmani nell'intera Penisola: ordine che conobbe tuttavia numerose eccezioni, ben documentate dai cronisti e dagli storici arabi.

L'Arabia centrale e occidentale

Fino al VII secolo, i nomadi della penisola araba settentrionale erano caratterizzati dal tribalismo, il cui mwqwmodo di produzione era rappresentato dai limitati commerci interarabi e, in pari misura, dalle depredazioni, o mwraghazw, mwrqin arabo ﻏﺰﻭة‎mwrg?.

In questo contesto ogni tribù identificava un suo rappresentante/portavoce in uno mwsasceicco, scelto dagli anziani tra i più autorevoli capi-clan illustratisi in imprese belliche e dotati di un considerevole patrimonio. Lo sceicco si consultava con un Consiglio di anziani, o mwsqmajlis, composto dai capi dei lignaggi, nel rispetto puntuale del quadro normativo tradizionale del gruppo (la mwsgSunna, vale a dire la "prassi degli antenati").

La somma delle virtù dell'Arabo era la mwtamwtqmuruwwa e la vendetta era un diritto e un dovere previsto e regolamentato.cite-ref-1[1] La religione nelle aree centrali e occidentali arabiche si basava su tre divinità, mwugManat, mwuwal-Uzza e mwvaAllat, quest'ultima citata anche da mwvqErodoto, subordinate ad un Dio più importante, mwvgAllah. Poi vi era un'infinità di spiriti, o genii (mwvwmwwajinn ), oltre a divinità minori, rappresentate da rocce, alberi o alture. Predominante era l'mwwqenoteismo, per cui ogni tribù aveva una divinità protettrice, senza negare l'esistenza di altre divinità protettrici di altri gruppi umani.

Se mwwwNajrān, in area yemenita, era il principale centro cristiano ed ellenistico della regione, a mwxaYathrib, futura mwxqMedina, predominava invece la cultura ebraica, grazie ai rifugiati israeliti giunti in Ḥijāz probabilmente in seguito alla mwxgDiaspora. Lo stato di costante ostilità tra Bizantini e Persiani portò entrambi a cercare di difendere i loro territori sfruttando l'interposizione garantita da due Stati vassalli, entrambi cristiani monofisiti, uno mwxwnestoriano e l'altro mwyagiacobita: i regni dei mwyqGhassanidi e quello mwyglakhmide di al-Ḥīra.

Sono del 529 le prime notizie sui Ghassanidi, il cui filarca - Aretas in mwzagreco e al-Ḥārith in mwzqarabo - ricevette onori e riconoscimenti da Giustiniano come compenso per la fedeltà dimostrata. Il confine della filarchia era fissato da Bisanzio sul mwzgfiume siriano del Yarmuk. Attorno al 630 l'imperatore mwzwEraclio, costretto dalla costosa guerra contro i Persiani di mw0aCosroe II, ridusse i sussidi ai mw0qGhassanidi, scontentandoli, proprio mentre l'mw0gIslam cominciava a mostrare la sua potenza e la sua capacità penetrativa nell'area siro-palestinese.

Il regno arabo mw1alakhmide di mw1qal-Ḥīra - anch'esso di orientamento cristiano e intriso di elementi ellenistici - sorgeva invece a ridosso dell'mw1gIraq, ed era vassallo dell'mw1wImpero sasanide. Le sue componenti militari lottarono a fianco dei Persiani contro Bisanzio, come i Ghassanidi combattevano con Costantinopoli contro la Persia. Il massimo dello splendore di al-Ḥīra fu raggiunto sotto Mundhir III, contemporaneo del monarca ghassanide al-Ḥārith. La dinastia dei mw2aLakhmidi fu abbattuta nel 602 da mw2qCosroe II, dopo essersi ribellata alla Persia e la regione divenne provincia persiana fino al 633.

Tra il mw2w602 e il mw3a628 si combatté la grande mw3qguerra romano-persiana. I due colossi s'indebolirono in questo conflitto, gettando l'Egitto e la Siria in un profondo stato di caos, per opera delle costanti incursioni dei Persiani, che provocarono l'abbandono della via di commercio tra Siria e Mesopotamia, a tutto vantaggio della via del mar Rosso, che percorreva anche la lunga linea costiera del Ḥijāz.

La Mecca approfittò della situazione e divenne una città commerciale di un certo rilievo, dotata com'era anche dell'approdo marittimo poco distante da mw3wGedda. I mw4aQuraysh, tribù dominante di Mecca, erano i principali organizzatori di grandi carovane e nella loro città davano vita a grandi fiere annuali (mw4qmawṣim) che rivaleggiavano con quella principale di mw4gʿUkāz. I Quraysh - che avevano in passato assoggetato le tribù che avevano dominato la città, come i mw4wBanū Jurhum - si distinguevano nei più potenti "Quraysh dell'interno" e nei più poveri "Quraysh dell'esterno".cite-ref-2[2]

Storia islamica

Con mw6wLa Mecca e mw7aMedina (che avevano abbracciato l'islam tra il 610 e il 630) l'Arabia si guadagnò una crescente centralità per tutto il periodo trentennale in cui in quest'ultima città rimase la capitale del mw7qCaliffato dei Rāshidūn. Col quarto Califfo, mw7gʿAlī b. Abī Ṭālib (che si trasferì a mw7wKūfa) e con gli mw8aOmayyadi e gli mw8qAbbasidi, il baricentro politico mw8gislamico si spostò però dapprima in mw8wSiria (con Damasco capitale califfale) e, dal mw9a750, in mw9qMesopotamia, con mw9gBaghdad nuova capitale del Califfato, fino alla sua caduta nel mw9w1258 ad opera dei mw-aMongoli di mw-qHulegu, quando l'istituto califfale era da tempo in gravissima e irrimediabile crisi.

Il baricentro religioso rimase invece stabilmente nel mw-wḤijāz, con mw-aLa Mecca e la mw-qKaʿba centri di riferimento per il mondo mw-gmusulmano e con mw-wMedina a lungo città dove di preferenza vissero i discendenti del profeta mwaqaMaometto (lmwaqe'mwaqimwaqmAhl al-Bayt).

La "rinascita" del XX secolo

Tra il mwaqoXII e il mwaqsXX secolo l'Arabia fu del tutto marginale politicamente, e rimase teatro dei confronti di piccolo momento tra le varie dinastie mwaqwbeduine e dei piccoli mwaq0emirati e mwaq4sultanati esistenti. Ai primi del XX secolo però la crescente potenza della mwaq8dinastia saudita permise al mwaraSultano del mwareNajd, mwariʿAbd al-ʿAzīz dell'Āl Saʿūd, di piegare il mwarmRegno hascemita del Hijaz e di dar vita al nuovo regno dell'mwarqArabia Saudita, destinato a svolgere un ruolo sempre più importante a livello internazionale a causa del rinvenimento di giganteschi giacimenti di mwarupetrolio, in grado di muovere sui mercati finanziari masse sempre più ingenti e significative di cosiddetti mwarypetrodollari, derivanti appunto dai vertiginosi introiti delle vendite di greggio all'estero. All'Arabia Saudita si aggiunsero gli altri Stati peninsulari produttori di petrolio, dal mwarcKuwait al mwargQatar, dal mwarkBahrein agli mwaroEmirati Arabi Uniti, dallo mwarsYemen al più recente Sultanato dell'mwarwʿOman.

Lingue

In tutti gli stati la lingua ufficiale è l'mwar8arabo, ma c'è mwasade facto un bilinguismo con l'mwaseinglese, essendo stata la lingua ufficiale di sei dei sette stati della penisola fino al 1971 (resta fuori l'Arabia Saudita) e tuttora utilizzata in tutti i paesi, Arabia Saudita compresa, per traslitterare l'arabo in tutti gli ambiti, inclusi i cartelli stradali. Viene inoltre insegnato nelle scuole come lingua obbligatoria.

Note

cite-note-11. Tuttora insuperato il lavoro di Bichr Farès, mwasgL'Honneur chez les Arabes avant l'Islam. Étude de sociologie. Pref. di mwaskMaurice Gaudefroy-Demombynes, Parigi, Librairie d'Amerique et d'Orient Adrien-Maisonneuve, 1932.
cite-note-22. Per quanto riguarda il commercio meccano, prima dell'islam, resta indispensabile punto di riferimento l'opera di mwas0Patricia Crone, mwas4Meccan Trade and the Rise of Islam, Princeton, NJ, Princeton University Press, 1987.

Bibliografia

• mwatiPatricia Crone, mwatmMecc an Trade and the Rise of Islam, Princeton, NJ, Princeton University Press, 1987
• Robert G. Hoyland, mwatuArabia and the Arabs, Londra-New York, Routledge, 2001. ISBN 0-415-19535-7
• Jabrail S. Jabbur, mwatgThe bedouins and the desert (trad. di mwatkLawrence I. Conrad), Albany, NY, SUNY Press, 1995
• Anatoly Khazanov, mwatsNomads and the outside world, Cambridge, Cambridge University Pressa, 1984
• K.A. Kitchen, mwat0Documentation for Ancient Arabia, 4 voll., Liverpool, Liverpool University Press, 1994
• Pietro Laureano, mwat8La piramide rovesciata, il modello dell'oasi per il pianeta terra, Bollati Boringhieri, Torino, 1995
• M.A. Nayeem, mwauePrehistory and protohistory of the Arabian peninsula, 5 voll., Hyderabad, 1990-1998
• Martin Sicker, mwaumThe pre-Islamic Middle East, Westport, CT, Praeger, 2000

Voci correlate

• mwaucMondo arabo
• mwaukArabi
• mwausRubʿ al-Khālī (mwauwdeserto)
• mwau4Islam
• mwavaLa Mecca
• mwaviMedina
• mwavqCaliffo
• mwavoArabia Felix
• mwavwArabia Magna

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Collegamenti esterni

• mwawm(EN) mwawqArabia Antica - Il portale tematico sull'Arabia pre-islamica mwawuArchiviato il 16 febbraio 2006 in Internet Archive., progetto curato dal Dipartimento di scienze storiche del mondo antico dell'mwawcUniversità di Pisa e dalla mwawgScuola normale superiore di Pisa
• mwawo(EN) mwawsCSAI - Corpus of South Arabian Inscriptions; Edizione digitale del corpus epigrafico sudarabico, progetto curato dal Dipartimento di scienze storiche del mondo antico dell'mwawwUniversità di Pisa e dalla mwaw0Scuola normale superiore di Pisa